Sarà. Spero.
Ero allegra, tornando a casa, avevo la testa piena di risate. In mezzo ai pensieri e alla musica in cuffia la mia testa ha registrato l’immagine di un vecchietto che cenava solo, seduto a un tavolino fuori da un ristorante da nulla, in una periferia da nulla, a Milano.
Sarà che le periferie sono sempre più ruvide, quando si tratta di città che si sentono grandi. Sarà che un vecchietto che cena da solo è un’immagine che si nota, specie se è vestito con un’eleganza tutta sua - una giacca color cammello e un papillon bordeaux. Sarà che beveva un bicchiere di vino, rosso. Da nulla, credo, come il ristorante e la periferia.
In mezzo all’allegria della serata, l’immagine del vecchietto che beve il vino guardando davanti a lui il nulla del ristorante e della periferia, mi è rimasta in mente. Ci si potrebbero ricamare sopra un sacco di storie, sul perché e il percome fosse lì da solo a mangiare una pizza bevendo un bicchiere di rosso; molte sono tristi e alcune serene.
La questione è che ho pensato a me, da vecchietta. Io, che faccio fatica a pensarmi da qui a cinque minuti, per intenderci sulla dimensione che do al futuro. E ho pensato: “Spero, nel caso, di avere il coraggio di andare a mangiare una pizza e bere un bicchiere di vino, e di non avere paura del nulla.” Ho pensato: “Spero, in alternativa, di avere qualcuno con cui litigare alla casa di riposo, per la sedia a dondolo davanti alla finestra con più luce.”
Magari tra cinque minuti dormo, chissà.